Tra tutti i popoli che lo hanno abitato nei secoli, furono i Sanniti a scrivere la storia del territorio.

Terra di Sanniti. Queste colline, sfuggite per molto tempo alla conquista di vigne e vigneti a differenza del Sannio beneventano, tradiscono bene i trascorsi sanniti, sia nelle attività umane (ancora pastorizia seppur stanziale e più evoluta) sia nei frequenti reperti archeologici che qua e là ancora affiorano.
Il fiume Volturno nel suo volteggiare lambisce e attraversa quasi tutti i piccoli centri che a semicerchio abbracciano le colline di Caiazzo e tutti hanno segni del passaggio dei Sanniti, popolo di pastori-guerrieri che trovavano in queste terre, rese fertili dal fiume, pascoli abbondanti per le loro greggi.
Furono poi i Romani a colonizzare queste terre e nella nostra località, Squille, ne sono stati trovati i primi insediamenti.
Selvanova, in quanto Real Sito Reale di Caccia,fa parte del circuito Siti Borbonici (S.Leucio, Carditello ecc.)

Siamo in un’area marginale della provincia di Caserta, soltanto di recente salita alla ribalta grazie a due vitigni (il Pallagrello e il Casavecchia) da pochi anni riscoperti.
E finalmente un territorio geograficamente e antropologicamente unico, ad una manciata di chilometri da Caserta e Napoli sta svelando i suoi tesori.

Le colline caiatine, a nord-est di Caserta, sono incastonate tra il Monte Taburno ed il Partenio a sud , il Massiccio del Matese a Nord. Il clima pertanto è fresco d’estate e temperato d’inverno grazie al fiume Volturno. Condizioni queste particolarmente vantaggiose per la coltivazione della vite.


La tradizione culinaria non s'annacqua!

Nel rispetto del territorio ogni ingrediente della nostra cucina proviene da agricoltura biologica.


La Gastronomia

La passione per la vite ci regala grandi vini

Il vino é una sintesi di tre elementi: uva, territorio e cultura

Vini Selvanova