VERTICALE DI PALLAGRELLO BIANCO ED AGLIANICO
Era da tempo che assieme a Giampaolo Gravina (Espresso) volevamo fare il punto della situazione sui nostri due vini più rappresentativi: il Pallagrello Bianco "Acquavigna" e l'Aglianico Selezione "Selvanova". Abbiamo così invitato Paolo De Cristofaro (Gambero Rosso) , Giovanni Ascione (Bibenda), Mauro Erro e Pasquale Carlo (Luciano Pignataro wine blog) per una verticale che coprisse tutte le annate disponibili.
Di Acquavigna abbiamo assaggiato 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010 (purtroppo le annate 2002 e 2003 sono introvabili). Per il Selvanova abbiamo presentato 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010 (le ultime due ancora in affinamento in botte).
L'Acquavigna ha confermato una coerenza espressiva su tutte le annate davvero confortante con le sue note saline e di cereali più o meno accese, sovente sostenute da note agrumate che rimandano alla buccia e alla polpa di mandarino. A nostro avviso, e anche di Giampaolo, l'annata 2006 e 2010 sembrano le più compiute, ma Giovanni Ascione ha apprezzato molto la 2007 e la 2004 per il maggiore accento sulle note meno fruttate. Paolo De Cristofaro ha rilevato come con l'affinamento in bottiglia il vino guadagni in espressività ed eleganza, rilevando doti di carattere e distinzione che non ci si aspettava dal Pallagrello Bianco.
Il Selvanova ha ribadito la sua austerità e la sua scarsa propensione all'autocompiacimento: è vino che vuole impegno da parte dell'appassionato, tanto è lento e schivo nel concedersi. In tutte le annate ha mostrato tessuto serratissimo, corteccioso, tannini d'acciaio ma rivestiti di velluto, con aromi che rimandano a mirtilli, grafite, inchiostro e cenere...davvero ancora troppo giovane. Noi abbiamo molto apprezzato la 2008, la 2006 e la 2005, sebbene l'annata 2010 ancora in affinamento lasci intravedere una maggiore trasparenza e un tatto più rilassato ... staremo a vedere.